Progetto educativo

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L’educazione è cosa di cuore!

E’ certo più facile irritarsi che pazientare: minacciare un fanciullo che persuaderlo: direi ancora che è più comodo alla nostra impazienza ed alla nostra superbia castigare quelli che resistono, che cor­reggerli col sopportarli con fermezza e con benignità.

San Giovanni Bosco

Il progetto educativo

Nel contesto della vita della comunità familiare non è possibile, distinguere in modo netto un programma, delle attività, dei metodi, degli strumenti. La scelta della coppia responsabile di “costruire una convivenza con i ragazzi scandita sui ritmi della loro vita familiare, così da risultare nella sua originalità del tutto simile a quella di tante famiglie che scelgono di vivere la loro vocazione al matrimonio costruendo una famiglia cristiana aperta e in grado di accogliere la vita”, definisce chiaramente lo stile di vita: condivisione della quotidianità, dove sono offerte e richieste responsabilità, fiducia e sincerità.
Lo stile di vita che ne risulta, non si fonda su un vivere insieme regolato da norme, ma su un vivere insieme scelto, accolto e vissuto secondo uno stile familiare dove i legami sono definiti dalla fiducia reciproca e dalla condivisione.
Il ragazzo vive quindi la quotidianità della scuola o la ricerca di un lavoro, sostenuto, incoraggiato dall’interessamento della famiglia che condivide con lui la quotidianità affiancata da figure educative professionali.
Lo spazio dopo la scuola o il lavoro: è spazio per le relazioni in ‘famiglia’ – da curare nell’attenzione all’altro, nel rispetto dei più piccoli, nell’aiuto nei servizi di casa – e di occupazione del tempo libero insieme ad essa.
Il tempo libero è il cuore della vita della comunità-famiglia.
E’ infatti nel tempo libero condiviso che la famiglia si ritrova e relaziona, che cresce e matura, se questa condivisione venisse a mancare verrebbe a mancare la famiglia.
E’ un tempo vitale anche nella vita singola di ciascuno, ogni volta che questo tempo viene sciupato e diviene vuoto nascono le difficoltà e spesso ci si perde.
Il modo di vivere il tempo libero è un po’ il termometro della situazione, tutte le volte che i ragazzi vivono male il loro tempo libero, sorgono problemi nella scuola, nel lavoro e nelle relazioni con gli altri.
Il salto di qualità che si propone la comunità è quello di far scoprire ai ragazzi che non è necessario riempire il tempo libero di tante cose per aver le quali normalmente bisogna avere del denaro, ma di persone, che significano, relazioni, affetti.
A questo scopo si cerca di proporre uno stile di servizio che si apra al volontariato nelle sue più svariate forme, offrendo momenti di protagonismo nel servizio ai poveri.
L’impegno e l’apertura all’altro possono così condurre i ragazzi a costruire delle relazioni nuove che possano loro permettere di allontanarsi definitivamente dalle vecchie compagnie negative.
L’impegno per gli altri diviene il modo più semplice per far loro assumere dei valori cristiani, per allargare i loro orizzonti, per renderli protagonisti, offrendo loro valide alternative al tempo libero vissuto come “sballo”.

 

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